“Ci sono molte forme di gelosia, ma la più terribile è la gelosia del passato”. (Vittorio Gassman)
Molte persone soffrono di gelosia per gli/le ex del partner. Forse non sapete che questo tipo di sentimento ha un nome e si chiama: “Sindrome di Rebecca”.
La sindrome di Rebecca, ossia la gelosia retroattiva, riguarda il passato sentimentale e sessuale del proprio partner e, più in generale, le storie avute in precedenza. Chi soffre di questo tipo di gelosia si ritrova spesso ad immaginare situazioni (sessuali e non) che il/la partner potrebbe aver vissuto le/gli ex.
Il nome è stato ispirato dal film di Alfred Hitchcock: “Rebecca – La prima moglie”, ispirato all’omonimo romanzo di Daphne du Maurier.
Sindrome Rebecca cause
Alla base di tali sentimenti c’è spesso un personale senso di insicurezza o la paura di non “possedere totalmente” il partner. La gelosia retroattiva femminile è generalmente del primo tipo: si teme di non essere “la migliore” e che in fondo il partner preferisca la ex; quella maschile, invece, è di solito basata sul rifiuto di condividere la partner con altri uomini, perfino se defunti.
I motivi per cui una persona soffra di questa sindrome sono multifattoriali: talvolta ci sono vissuti di abbandono, rifiuto o mancanze di attenzione durante l’infanzia nella famiglia; componenti d’insicurezza e bassa autostima; traumi e situazioni che hanno portato a non avere fiducia nelle persone (tradimenti, abusi); difficoltà sociali ed isolamento, per cui si riversa sul partner tutta la soddisfazione dei propri bisogni. Infine anche il senso d’inferiorità e la dipendenza affettiva dal partner può innescare timori, pensieri e comportamenti di perdita di vicinanza.
Sindrome Rebecca sintomi
Tale sindrome comprende una serie di sintomi, comportamenti ed emozioni spiacevoli. Tra questi i più importanti sono:
- stato di ansia costante, associato a rancore, rabbia e disagio
- percezione idealizzata o alterata del passato sentimentale del proprio partner
- continui paragoni, fisici o relazionali, con le ex
- comportamenti per testare l’amore del partner
- costante paura di essere lasciati
- pensieri paranoici riguardo all’infedeltà del partner
- atteggiamenti possessivi e manie di controllo
- comportamenti di rassicurazione: chiedere informazioni riguardo agli ex, controllare il telefono o i social (anche creando profili falsi per accedere all’account dell’ex con cui viene fatto il raffronto)
immagini vivide e dettagliate di momenti intimi tra il partner e l’ex
Quelli indicati sopra sono tutti atteggiamenti che danno, al soggetto interessato, la percezione di avere il controllo sulla relazione. Tuttavia, il problema sta proprio nel bisogno di controllare, tanto da innescare un circolo vizioso: più controllo, più ho bisogno di controllare. “Se ieri ho controllato il suo telefono, lo devo fare anche oggi per accertarmi che non ci sia nulla. Se controllo Whatsapp, devo controllare anche Instagram e le email perchè magari utilizza gli altri social per conversare con la ex. Guardo anche se ha visualizzato le sue foto e ha messo un mi piace”.
Anche le rassicurazioni del partner non sono in grado di ridurre l’intensità dell’ossessione del soggetto geloso, generando una sofferenza che intrappola l’individuo e danneggia anche la coppia.
Come superarla?
Come sempre, per ogni problema, il primo passo è esserne consapevoli. Sembra scontato, ma non lo è perché mi è capito in seduta di sentire delle giustificazioni per cui la persona approvava la propria gelosia retrospettiva.
Il secondo passo è iniziare un lavoro su se stessi, soprattutto se ci si sta rendendo conto che la situazione stia sfuggendo di mano. In Terapia Cognitivo Comportamentale, il lavoro verterà sull’affrontare le convinzioni ed i comportamenti che mantengono il problema e apprendere strategie per rafforzare la propria autostima.
Anche le pratiche di Mindfulness possono essere utili per stare nel presente e adottare un atteggiamento non giudicante.
In alcuni casi è auspicabile effettuare degli incontri di coppia per migliorare la comunicazione, modificare l’interazione e migliorare l’espressione dei bisogni.
Insomma, non si nasce con la sindrome di Rebecca e,come tutte le cose che impariamo, può anche essere modificata e disappresa (nel senso di modificarne pensieri e comportamenti che la alimentano). Come sempre è un lavoro su di sè che vale la pena fare per viversi la vita di coppia con serenità e libertà.
“La forma più devastante di gelosia è quella che un soggetto innamorato può provare per il passato del proprio partner. Per gli amori finiti, per il tempo che non ritorna, per il quale non può più combattere. Per dirla con il poeta, è una lotta contro un fantasma che non potrà mai vederci vincitori”. (Giuseppe Battiston)
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